Immagine illustrativa di un’équipe chirurgica in sala operatoria.

Protesi robotica del ginocchio: quando è indicata e cosa cambia rispetto alla tradizionale

Protesi robotica del ginocchio: quando è indicata e cosa cambia rispetto alla tradizionale

A chi serve una protesi di ginocchio, come aiuta il robot e cosa dicono gli studi su precisione, recupero e durata dell’impianto.

6 min di lettura

Immagine illustrativa di un’équipe chirurgica in sala operatoria.

Protesi robotica del ginocchio: quando è indicata e cosa cambia rispetto alla tradizionale

A chi serve una protesi di ginocchio, come aiuta il robot e cosa dicono gli studi su precisione, recupero e durata dell’impianto.

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La protesi robotica del ginocchio è un intervento di sostituzione articolare eseguito con l’assistenza di un sistema robotico. Il chirurgo sceglie il trattamento e guida l’operazione; la tecnologia lo aiuta a pianificare ed eseguire alcuni passaggi con maggiore precisione. Prima di chiedersi quale tecnica usare, però, bisogna capire se la protesi è davvero indicata.

Quando è indicata la protesi di ginocchio?

Si prende in considerazione soprattutto quando l’artrosi ha danneggiato l’articolazione, il dolore limita la vita quotidiana e un percorso conservativo adeguato non ha dato un beneficio sufficiente. I segnali che possono motivare una valutazione sono:

  • Dolore e rigidità che rendono difficili camminare, fare le scale o alzarsi da una sedia.

  • Dolore anche a riposo o di notte, oppure deformità e perdita di movimento.

  • Limitazioni importanti nonostante esercizio, gestione dei carichi e terapie appropriate al proprio caso.

Una radiografia con artrosi non basta da sola per decidere di operare. Contano sintomi, visita, immagini, salute generale e obiettivi personali. L’età non è l’unico criterio. [1]

Le linee guida ACR/AAHKS chiariscono che, quando l’indicazione è già stata condivisa per un’artrosi sintomatica moderata o grave e le cure conservative sono risultate inefficaci, non è necessario rimandare sistematicamente l’intervento per ripetere altri cicli delle stesse cure. È invece importante preparare il paziente, ad esempio migliorando il controllo del diabete e riducendo o sospendendo il fumo. Sono raccomandazioni condizionali, da adattare al caso individuale. [2]


“Robotica” non significa una protesi diversa per forza

Il termine descrive soprattutto come viene eseguito l’intervento. La protesi resta un impianto che sostituisce le superfici articolari danneggiate. Il sistema robotico assiste il chirurgo; non sceglie autonomamente se operare.

Secondo la piattaforma utilizzata, il ginocchio viene ricostruito digitalmente tramite una TAC prima dell’intervento oppure attraverso misurazioni durante l’operazione. Il chirurgo definisce il piano e il sistema aiuta a eseguirlo. Non tutti i robot richiedono una TAC. [3]

Cosa cambia concretamente per il chirurgo?

L’assistenza robotica offre misurazioni e controlli aggiuntivi per tradurre il piano nella posizione finale delle componenti. La maggiore precisione nel posizionamento e la riduzione degli scostamenti dal bersaglio sono fra i risultati più documentati nelle revisioni scientifiche. [4]

È uno strumento utile per una chirurgia personalizzata: pianificare significa ragionare sulle caratteristiche di quel ginocchio, non applicare automaticamente la stessa soluzione a tutti. La precisione nell’eseguire un piano e la scelta del piano più adatto sono due aspetti distinti. L’esperienza e le decisioni del chirurgo restano centrali.

Percorso della protesi di ginocchio: indicazione corretta, pianificazione ed esecuzione guidate dal chirurgo, recupero della funzione con riabilitazione.

Robotica e tradizionale a confronto

Aspetto

Tradizionale

Assistita dal robot

Guida dell’intervento

Il chirurgo, con strumenti e guide convenzionali.

Il chirurgo, con pianificazione digitale e assistenza robotica.

Precisione

Dipende da tecnica, strumenti ed esperienza.

In molti studi riduce gli scostamenti dal posizionamento previsto.

Dolore e funzione

Risultati consolidati; recupero variabile da persona a persona.

Possibili benefici in alcuni studi, ma non una superiorità clinica costante.

Esami e tempi

Accertamenti previsti dal percorso chirurgico.

TAC solo con alcune piattaforme; l’intervento può richiedere più tempo.

Durata dell’impianto

Dipende da molti fattori, non soltanto dalla tecnica.

Non è dimostrato che duri più a lungo per tutti i sistemi.

Riabilitazione

Parte essenziale del trattamento.

Resta essenziale anche con l’assistenza robotica.

Confronto generale: piattaforme, impianti, protocolli e pazienti differiscono fra gli studi. “Più preciso” non equivale automaticamente a “migliore risultato per ogni paziente”. [3] [4][5] [8]

Cosa dicono gli studi: una breve discussione

Una meta-analisi del 2025 basata su studi randomizzati ha trovato vantaggi in alcune misure di allineamento, senza differenze significative in diversi punteggi di funzione; i tempi operatori erano mediamente più lunghi. Questo aiuta a distinguere il beneficio tecnico dal beneficio percepito dal paziente. [5]

Altre revisioni, anche riferite a singole piattaforme, riportano miglioramenti in alcuni risultati riferiti dai pazienti. Tuttavia includono pochi studi di alto livello e non consentono di estendere le conclusioni a qualsiasi robot. [6]

La protesi robotica dura di più? Non possiamo prometterlo. Un trial randomizzato con follow-up medio di 13 anni non ha mostrato differenze significative nella funzione o nella sopravvivenza dell’impianto; utilizzava una tecnologia precedente e non descrive automaticamente i sistemi attuali. Anche una meta-analisi del 2025 non ha rilevato differenze significative di sopravvivenza nei periodi studiati. Per le piattaforme più recenti servono ulteriori dati nel lungo termine. [7] [8]

Limiti e recupero: cosa sapere prima

L’assistenza robotica può comportare maggiori costi e tempi, eventuale esposizione alla TAC e rischi legati ai piccoli perni di riferimento inseriti nell’osso, come una frattura nella loro sede. [3] Restano inoltre i rischi della protesi, fra cui infezione, trombosi, rigidità e dolore persistente. [1]

Il robot non elimina la riabilitazione. Riprendere movimento, forza e autonomia richiede un percorso progressivo: il calendario dipende anche dalla condizione iniziale e dal protocollo dell’équipe. La scelta tra protesi totale e parziale è un’altra decisione, legata alla distribuzione del danno e alle caratteristiche del ginocchio; entrambe possono essere eseguite con assistenza robotica. [3]

Tre domande utili durante la visita

  1. È già il momento di considerare una protesi, oppure ho ancora alternative adatte?

  2. Nel mio ginocchio, quale vantaggio concreto può offrire l’assistenza robotica?

  3. Quale percorso di preparazione e recupero è previsto, e quali risultati sono realistici per me?

Il Dott. Daniele Tradati, ortopedico esperto in chirurgia del ginocchio e chirurgia robotica, può valutare l’indicazione e spiegare le opzioni in relazione ai tuoi sintomi e alle tue esigenze. Richiedi una valutazione del ginocchio.

Riferimenti scientifici e approfondimenti

[1] Katz JN, Arant KR, Loeser RF. Diagnosis and Treatment of Hip and Knee Osteoarthritis: A Review. JAMA, 2021. PMID: 33560326.
[2] Hannon et al. — Linee guida ACR/AAHKS sui tempi dell’artroplastica. Arthritis & Rheumatology, 2023.
[3] The current state of robotics in total knee arthroplasty. EFORT Open Reviews, 2021. PMID: 34040804.
[4] Mostafa et al. — Accuratezza e risultati clinici: revisione sistematica e meta-analisi. Annals of Medicine and Surgery, 2025.
[5] Yue et al. — Studi randomizzati sulla protesi robotica e convenzionale. Orthopaedic Surgery, 2025.
[6] Sodhi et al. — Risultati funzionali con la piattaforma MAKO: meta-analisi. Bone & Joint Open, 2025.
[7] Kim et al. — Trial randomizzato con follow-up nel lungo termine. Clinical Orthopaedics and Related Research, 2020.
[8] Chen et al. — Sopravvivenza degli impianti: revisione sistematica e meta-analisi. Arthroplasty, 2025.