Il ruolo della plastica anterolaterale nella ricostruzione del LCA

Il ruolo della plastica anterolaterale nella ricostruzione del LCA

Quando associare una plastica anterolaterale alla ricostruzione del LCA: stabilità rotatoria, risultati degli studi, indicazioni e limiti.

4 min di lettura

Il ruolo della plastica anterolaterale nella ricostruzione del LCA

Quando associare una plastica anterolaterale alla ricostruzione del LCA: stabilità rotatoria, risultati degli studi, indicazioni e limiti.

4 min di lettura

Indice

CONDIVIDI

Email
X
WhatsApp
Facebook
LinkedIn

La ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) stabilizza il ginocchio dopo una rottura. In alcune persone il chirurgo può aggiungere una plastica anterolaterale, una procedura sul lato esterno del ginocchio che aiuta a controllare la rotazione. È un rinforzo selettivo: non sostituisce il nuovo LCA.

Che cosa si intende per plastica anterolaterale?

Il termine comprende tecniche diverse, soprattutto la tenodesi extra-articolare laterale (LET) e la ricostruzione del legamento anterolaterale (ALL). Entrambe mirano a ridurre il movimento di torsione anomalo che il medico valuta con il test del pivot shift. La scelta della tecnica dipende dal quadro clinico, dal tipo di innesto e dalle altre lesioni del ginocchio.

Quale beneficio è documentato?

Nello studio randomizzato STABILITY, condotto su giovani con elevato rischio di fallimento e ricostruzione del LCA con tendini ischiocrurali, la rottura dell’innesto a due anni è stata circa l’11% senza LET e il 4% con LET. Il risultato non va esteso automaticamente a ogni paziente o a ogni tecnica [1].

Una meta-analisi di studi randomizzati pubblicata nel 2025 conferma una riduzione dell’instabilità rotatoria e delle rotture dell’innesto con una procedura laterale associata. Questo non significa però che tutti ottengano risultati funzionali o tempi di ritorno allo sport migliori: nel trial STABILITY i test funzionali non hanno mostrato differenze chiare tra i gruppi [2, 3].

Quando può essere indicata?

Un consenso internazionale del 2025 raccomanda di valutarla soprattutto in presenza di pivot shift marcato, iperestensione, giovane età con attività sportiva intensa o in una revisione del LCA. Può essere considerata anche per sport con cambi di direzione e in altri profili ad alto rischio. L’indicazione resta individuale e nasce dalla visita, non dalla sola risonanza [4].

Quali sono i limiti?

Aggiungere una procedura comporta un gesto chirurgico ulteriore. Fra i possibili problemi sono descritti dolore sul lato esterno, rigidità o fastidio dei mezzi di fissazione; una revisione del 2025 ha riportato complicanze complessive nel 4,2% dei casi studiati, con studi e tecniche eterogenei [5]. Sul rischio di artrosi a lungo termine le prove restano non definitive [2].

La plastica anterolaterale non elimina il rischio di nuova lesione e non sostituisce riabilitazione, recupero della forza e criteri clinici per il ritorno allo sport.

In sintesi

Può essere utile come rinforzo della ricostruzione del LCA nei pazienti selezionati a maggior rischio di instabilità o rottura dell’innesto. La domanda da porre durante la visita è perché sia indicata nel proprio caso, insieme alla scelta dell’innesto e al programma di recupero.



Fonti principali

[1] Getgood et al., STABILITY Trial, American Journal of Sports Medicine, 2020.

[2] Kan et al., meta-analisi di studi randomizzati, American Journal of Sports Medicine, 2025.

[3] Getgood et al., risultati funzionali dello STABILITY Trial, Arthroscopy, 2020.

[4] Saithna et al., consenso internazionale, Arthroscopy, 2025.

[5] Zabrzyński et al., revisione delle complicanze, Journal of Orthopaedic Surgery and Research, 2025.