“Con le infiltrazioni la cartilagine ricrescerà?” È una domanda centrale quando si parla di artrosi e ortobiologia. Al momento non possiamo promettere la ricrescita della cartilagine perduta con questi trattamenti. In pazienti selezionati l’obiettivo è ridurre dolore e limitazioni, all’interno di un percorso che comprende esercizio, gestione dei carichi e altri interventi appropriati [1].
Non esiste una graduatoria in cui il prodotto più complesso sia sempre il migliore. Diagnosi, grado di artrosi, infiammazione, aspettative, rischi e qualità delle prove guidano la scelta. Migliorare i sintomi non equivale a dimostrare rigenerazione strutturale o rinvio certo della protesi.
1. Cortisone: controllare una fase infiammatoria
Il corticosteroide è un farmaco antinfiammatorio che può offrire sollievo soprattutto nel breve periodo. Prima di infiltrare un ginocchio improvvisamente caldo e gonfio occorre però chiarirne la causa ed escludere un’infezione quando sospetta. Il versamento non è, da solo, un’indicazione automatica al cortisone.
Vanno valutati anche diabete, terapie e altre condizioni. In un trial, triamcinolone somministrato ogni tre mesi per due anni si associava a maggiore perdita di cartilagine senza un vantaggio significativo sul dolore rispetto alla soluzione salina. Il risultato invita alla prudenza sui cicli ripetuti, non significa che ogni singola infiltrazione abbia lo stesso effetto [2].
2. Acido ialuronico: viscosupplementazione
L’acido ialuronico è un componente del liquido sinoviale. Le preparazioni infiltrative differiscono per formulazione e schema di somministrazione. Viene utilizzato con un obiettivo sintomatico; non ripristina automaticamente cartilagine o capacità ammortizzante del ginocchio per un numero fisso di mesi.
Le raccomandazioni non sono uniformi. Una grande revisione di studi controllati ha rilevato un beneficio medio sul dolore inferiore alla soglia di rilevanza clinica e un segnale relativo agli eventi avversi seri. È quindi importante discutere beneficio atteso e rischi, evitando di presentarlo come trattamento necessario per ogni artrosi [1, 3].
3. Polinucleotidi: che cosa sappiamo
I polinucleotidi sono polimeri purificati proposti per proprietà viscoelastiche e interazioni biologiche con l’ambiente articolare. Gli effetti di laboratorio non dimostrano, da soli, la formazione di nuova cartilagine nell’uomo.
Esistono studi comparativi e osservazionali con risultati sintomatici favorevoli. I prodotti, i disegni degli studi e i tempi di osservazione variano: non si può estendere ogni risultato a tutti i pazienti o affermare una superiorità certa nelle condropatie dello sportivo, ma i risultati sono incoraggianti [4, 5].
4. PRP: un prodotto ottenuto dal proprio sangue
Il plasma ricco di piastrine viene preparato da un prelievo di sangue e contiene piastrine e mediatori biologici. Le formulazioni non sono tutte equivalenti. Il consenso ESSKA–ORBIT considera il PRP un’opzione valida soprattutto nell’artrosi di grado Kellgren–Lawrence 1–3, riconoscendo anche aree in cui le prove sono limitate [6].
Altre linee guida sono più caute: indicazioni e risultati dipendono dal contesto. Si discute quindi una possibilità terapeutica, non una garanzia di guarigione o un sostituto della riabilitazione.
5. BMAC: concentrato di aspirato midollare
Il BMAC si ottiene prelevando e concentrando midollo osseo, spesso dalla cresta iliaca. È una miscela di cellule e mediatori: non è sinonimo di una preparazione purificata di “cellule staminali”. Il prelievo è una procedura invasiva e può comportare dolore e complicanze.
Una revisione di trial randomizzati ha rilevato miglioramenti rispetto al basale, ma differenze fra BMAC e altre infiltrazioni che non superavano chiaramente la soglia di importanza clinica. Non è dimostrato che sia universalmente superiore, rigeneri la cartilagine o eviti la protesi per 24 mesi. Anche l’eventuale edema osseo alla risonanza richiede un inquadramento specifico [7].
Confronto pratico delle infiltrazioni
Trattamento | Origine | Obiettivo prevalente | Evidenze e durata del beneficio |
|---|---|---|---|
Cortisone | Farmaco corticosteroideo | Controllo dell’infiammazione | Prevalentemente breve termine; valutare rischi dei cicli ripetuti |
Acido ialuronico | Preparazione viscoelastica | Trattamento sintomatico | Beneficio medio discusso; risposta e durata variabili |
Polinucleotidi | Polimeri purificati | Trattamento sintomatico e interazioni biologiche studiate | Prove ancora limitate ed eterogenee; nessuna durata garantita |
PRP | Sangue del paziente | Modulazione dei sintomi articolari | Opzione in pazienti selezionati; formulazioni e risultati variabili |
BMAC | Aspirato midollare concentrato | Trattamento ortobiologico selezionato | Superiorità clinicamente rilevante non stabilita; procedura più invasiva |
Prima di scegliere chiedi: qual è la diagnosi, quale miglioramento è realistico, quali rischi e alternative esistono, e come misureremo la risposta? Il prezzo o il nome “rigenerativo” non misurano da soli l’efficacia.

